luce
Capitolo 12 - Il passato che ritorna
L'incomprensione delle lacrime
la mano tesa e il silenzio.
Il mio cuore si fa specchio
di tutto ciò che non sono.
Capitolo 12 : Il passato che ritorna
29.06.A905
Al di là della porta, Tera aveva continuato a piangere, a urlare e a supplicarlo di aiutarla. Helge invece non si era mosso, rimanendo immobile dentro casa. Barricato. Schiacciato dalle proprie emozioni contrastanti.
Aveva atteso che tutto finisse, sperando che infine la donna desistesse lasciandolo in pace, solo con se stesso e la propria condanna.
E così accadde solamente pochi minuti dopo.
Helge la sentì gridare il proprio dolore un’ultima volta, maledire il suo nome, e poi prendere la via delle scale. Udì il rumore dei tacchi farsi via via più flebile e distante mentre Tera se ne andava ma, dentro di sé, lui sentiva ancora la sua voce e tutta l’afflizione che serbava dentro, dolore per il quale era venuta a cercare salvezza. Alle richieste della donna si aggiungevano inoltre i ricordi delle persone che nel corso degli ultimi mesi Helge aveva sistematicamente ignorato: tutte quelle persone che, nonostante l’avessero cercato con insistenza, non aveva potuto aiutare.
“Voluto” aiutare, dal loro punto di vista, il che aumentava la delusione che aveva provocato a ciascuno di essi.
Helge aveva percepito il loro dolore, non ne era mai rimasto immune: come schegge acuminate i patimenti di tutti loro gli si erano impressi dentro. Il loro soffrire, per qualche strano motivo, di volta in volta diveniva anche suo. Al contempo gli doleva dentro nel sentire con quanta insistenza lo cercavano e chiedevano il suo aiuto, bisognosi di vedere materializzarsi quelle promesse di speranza che tanto agognavano.
Ma lui, ormai non poteva più aiutare nessuno.
Da “quel” giorno il potere della Luce non era più un’entità su cui Helge aveva controllo, una forza alla quale attingere per aiutare gli altri, per lenire le loro sofferenze o per sconfiggere il male rappresentato dai servitori del Vuoto.
All’inizio, quando ancora riusciva a manifestare flebili segnali di energia luminosa, non ne era del tutto consapevole del processo in atto nel proprio corpo. Ma dopo aver fallito nell’aiutare chi gli si appellava, dopo aver deluso le loro aspettative polverizzando quella cieca fiducia che in lui riponevano, il guerriero decaduto aveva compreso che la magia più non gli apparteneva.
Una consapevolezza che aveva faticato ad accettare, che lo feriva dentro.
Provava un infinito sconforto e un’amarezza corrosiva.
Bania
Nome: Bania
Altezza: 1.78 m
Capelli: scuri, non troppo corti, leggermente mossi
Occhi: di colore scuro
Età: alla sua prima apparizione, ovvero prima della partenza per la missione nell'Oblivion Jigoku, dimostra circa 35 anni. Quando compare in seguito, dall'aspetto risulta invecchiato, come se fosse all'incirca un sessantenne.
Elpion
Nome: Elpion
Altezza: 1.60 m
Capelli: castani, riccioluti, lunghi fino alle spalle
Occhi: grandi e di color nocciola
Età: dimostra circa 35-40 anni ma la sua vera età è indefinita
Segni particolari: è il Secondo Spirito della Luce
Alchor
Nome: Alchor
Altezza: 1.92 m
Capelli: li avrebbe neri ma, sia per comodità che per coprirne la perdita, se li rasa praticamente a zero
Occhi: un occhio nero, il destro; il sinistro non c’è più, coperto da una benda
Età: dimostra circa 40 anni ma in realtà ne ha almeno il doppio. La tonicità del fisico è dovuta all'influsso che i poteri della Luce esercitano su di lui






