Veon

Capitolo 13 - A Veon

L'astuzia è solo un gioco
un tentativo meschino di ingannare la sorte,
di confondere chi
merita solo di strisciare.

 

Capitolo 13 : A Veon

15.02.A905

 

Tutto era cominciato quando la Luce aveva parlato ad Helge, scegliendolo per una missione nella città di Veon, nella regione di Aarek.

Il giovane se lo ricordava bene poiché fu quello l’inizio e la causa di tutti gli sconvolgimenti che ora stava vivendo nel presente.

Rammentava la visione concessagli dai Due Spiriti, inaspettata, caotica e intensa nel tratteggiare ciò che avrebbe dovuto affrontare.

Veon si presentava come una città tetra e fuligginosa, in cui le persone apparivano spente, prive di vita. Come fosse un’entità immateriale, priva di corpo, Helge si spostava di casa in casa, di strada in strada per osservarle più da vicino. I loro occhi erano così vuoti e tristi, niente sorrisi ad illuminare i loro volti. Li guardava bere denso veleno, deliberatamente, incuranti delle conseguenze che avrebbero scatenato nei loro corpi. Vagavano poi con aria feroce tra le vie di una città desolata, armati, drogati di sospetto e rancore. Quindi la violenza, brutale, folle, capace di generare odio e morte: tutto ciò che il Vuoto desiderava.

Quindi lo scenario era cambiava repetntinamente, portando Helge ad assistere alla corsa di due auto che sfrecciavano ad elevata velocità verso la periferia della città, verso i boschi sulle colline limitrofe.

In una di esse vi era un demone, il volto contratto in una smorfia di malvagia crudeltà, gli occhi rossi e minacciosi a fissarlo quasi fosse consapevole della presenza del consacrato all’interno di quella visione onirica.

Lo attendeva.

Poi le immagini erano sfumate fino a confondersi con il presente, lasciandolo solo con i propri pensieri, a rimuginare su quanto appreso.

Helge non si sentiva pronto: era la prima volta che gli veniva assegnato un compito simile, una missione da svolgere senza l’appoggio di altri servitori della Luce.

-      Non sarai solo, noi saremo con te.

Questa la promessa di Turalgun ed Elpion, i Due Spiriti, parole che il ragazzo aveva accolto con fede ma che, a posteriori, si erano rivelate false e infondate.

Un inganno.